> MOBILI VENETI
Da sempre considerato la massima espressione d'arte e sinonimo di classe e eleganza, il Mobile in Stile Veneto è quanto di più raffinato si possa desiderare per arredare in modo classico la vostra casa.
Il mobile veneto e veneziano in particolare, costituiscono una punta di diamante che si distingue nel panorama del mobile italiano, conosciuti ed altamente apprezzati in tutta Europa fin dal Settecento.
È nel 900 che nasce la moderna industria del mobile che, basandosi su un modello veneto già precedentemente sperimentato in altri campi come il tessile, l'abbigliamento e la scarpa, dà vita a piccoli laboratori dove si fondono perizia artigianale e la laboriosità tipica dei veneti, forti di un gusto sicuro e raffinato risalente alle tradizioni del mobile veneto.
Ai giorni d'oggi, viene più comunemente chiamato Mobile in Stile, ma altro non è che la riproduzione fedele dei modelli del 700 e 800, i quali hanno mantenuto una persistenza praticamente ininterrotta grazie alla loro solidità, funzionalità ed eleganza.
Oltre alla produzione del mobili in stile, sviluppatasi nella zona Veronese di Cerea , a continuare l'antica e nobile arte dei marangoni veneti, si abbina una grande e diffusa presenza di antiquari e botteghe artigianali, di restauratori e doratori.
> LA NOSTRA AZIENDA
La nostra azienda si colloca nella zona di Cerea, area della bassa veronese specializzata nella produzione di mobili d'arte e artigianato artistico e moltissimi sono gli artigiani che lavorano alla creazione degli articoli che compongono il nostro catalogo, dai maestri ebanisti agli ottonisti, dai vetrai di Murano ai ceramisti vasai.
Anni di esperienza e cultura, uniti ad una grande manualità e maestria, ci permettono di poter offrire un prodotto unico nel suo genere.
Tutti i nostri prodotti sono realizzati artigianalmente e imitano volutamente, attraverso particolari procedimenti di lavorazione, " l'usura del tempo " rendendo così ognuno di questi oggetti simili agli originali.Ognuno riporta fedelmente la procedura di finitura del tempo a cui fa riferimento, ricco di pregi e talvolta di piccole imperfezioni volute.
Un catalogo con più di 2000 articoli tra mobili ed oggettistica per poter arredare in modo calssico le vostre case ed i vostri ambienti, hotel e agriturismi, con soluzioni anche personalizzate per tutti i tipi di esigenze.
> CENNI STORICI SUL MOBILE VENETO
Nel 300 gli arredi delle case erano molto semplici, decisamente pochi sono i manufatti ad ancora oggi conservati: guerre, devastazioni e soprattutto incendi, che allora erano alquanto frequenti, hanno impedito la loro salvaguardia. Si sono salvati alcuni interessanti manufatti in legno scolpito e dorato che vengono chiamati detti ancone, che custodiscono dipinti su tavola di tipo sacro, spesso composti in "polittici" e decorati con elementi architettonici come archiacuti, lesene e pinnacoli.
Il 400, grazie anche al prosperoso commercio con l'Oriente e ad una più diffusa ricchezza, segna un momento di ripresa del mobile in Veneto. Nella seconda metà del secolo, si impone il nuovo gusto rinascimentale dovuto ai soggiorni padovani di artisti fiorentini come Donatello e Paolo Uccello. Intaglio ed intarsio toccano risultati estetici di grande pregio: la tarsia figurata, detta anche "pittorica", conosce un stato eccellenza non comune con i fratelli Canozi Cristoforo e Lorenzo di Lendinara che lavorarono agli stalli lignei del Santo a Padova, mentre Francesco e Marco Cozzi sono autori di soffitti intagliati e dorati stalli lignei .
Come inevitabile che sia, questi mobili per le chiese influenzarono anche il mobile domestico. I cassoni e le cassapanche venivano finemente decorati e spesso dipinti: Giorgione, Jacobello del Fiore, Giambellino e Liberale da Verona, per citare solo i più conosciuti, dipinsero cassoni, armadi, di cui rimane ancor oggi testimonianza nei musei.
Nel 500 la ricchezza della Repubblica Veneta comincia a diminuire, pur non riducendo lo sfarzo dei mobili e degli arredi. La tarsia pittorica verrà lievemente abbandonata mentre l'intaglio svilupperà la sua diffusione. L'ornamentazione dei mobili riflette gli elementi architettonici del periodo: lesene, grottesche, mascheroni, capitelli, volute e timpani ornano i cassoni, le credenze, ecc.
Nel 600 scopriamo invece una vasta varietà di mobili ed un alta qualità nel confezionarli, gli artigiani veneti non producevano più esclusivamente per la nobiltà veneziana ma erano chiamati anche da ricchi borghesi e da principi sia italiani che stranieri. Per esempio, i duchi di Mantova, incaricarono l'ambasciatore di reperire mobili pregiati a Venezia per il loro palazzo.
Ecco allora che i falegnami veneti, si riunivano in corporazioni dal nome di "fraglie" "arti" o "scuole" dal luogo di riunione, chiamato anche "albergo". I falegnami si dividevano poi in “ casseleri” , addetti a casse, cassoni nuziali e stipi; “ da fabbrica” , addetti alla carpenteria e agli infissi nell'edilizia; “ da noghera” , addetti alla costruzioni del mobile; “ remisseri” , spcializzati ad intarsiare, lastronare e impiallacciare; “ da soaze” , addetti a specchi e cornici, i quali collaboravano con gli “ squeraroli” nelle costruzioni delle gondole ed erano detti “ falegnami da negro”.
Il mobile veneto raggiunge il suo massimo splendore nel 700, le botteghe artigiane di Venezia rappresentano il più fertile centro di produzione di mobili in Italia; solamente a Venezia erano oltre trecento le botteghe con circa duemila lavoratori.
Oltre al susseguirsi degli stili Luigi XV, Luigi VI, ecc, va evidenziata l'ampia varietà di tipologie di mobili che si adattano ai nuovi costumi: la donna assume nella società un posto importante ed ecco che vengono creati mobili da donna come scrittoi più piccoli, mobili da bagno , ecc. Si propaga inoltre il mobile laccato : il mobile viene prima dipinto con motivi floreali e quindi ricoperto da una vernice trasparente chiamata sandracca. Nell'800, il Veneto subisce le mode d'oltralpe e vede lentamente disperdersi il grande patrimonio di arredi che per secoli aveva abbellito case e palazzi. Tra gli artisti che influenzarono il gusto di quegli anni vanno ricordati Giuseppe Borsato (1771 - 1849), il quale ha lasciato la sua impronta nell'arredo del Palazzo Reale a Venezia e Giuseppe Jappelli (1783 - 1852), architetto e progettista di giardini, ha realizzato, a Padova, il Caffè Pedrocchi con un elegante e sobrio arredo in stile Impero.
Tra i maestri mobilieri della seconda metà del secolo va nominato Valentino Panciera Basarel (1829 - 1902) . Il suo stile fu influenzato dal Brustolon, suo concittadino, eseguì intagli in noce e ciliegio di grande valore, tanto che per la loro bellezza e singolarità, i suoi mobili comparvero nelle esposizioni internazionali italiane e straniere.
Nel 900 nasce la moderna industria del mobile, che ora viene chiamato mobile in stile che si basa su modelli veneti già collaudati in altri campi come il tessile, il vestiario e il calzaturiero, dando vita agli odierni laboratori industriali.
Alla produzione di mobili in stile, sviluppatasi a Cerea nel veronese, nel cittadellese e nel montagnanese, si affianca una presenza di antiquari, di botteghe artigianali di restauratori e di doratori che continuano l'antica e nobilissima arte dei “marangoni veneti”. |